Piani e Disegni

Piani del HMS Bellona: l'errore di scala nascosto

Una ricerca per «HMS Bellona plan» restituisce oggi tre scale grafiche incompatibili tra loro: 1:48 per i disegni dell'Ammiragliato del 1758, 1:38,4 per il modello Burkett del 1759, 1:96 per un piano delle sezioni della Bellona del 1942. Tre numeri.

Piani del HMS Bellona: l'errore di scala nascosto

Piani del HMS Bellona: l'errore di scala nascosto

Tre documenti. Una sola nave di linea vera, il terzo rate da 74 cannoni varato a Chatham il 19 febbraio 1760 su disegno di Sir Thomas Slade. Il resto appartiene ad altre unità, ad altre epoche o ad altri manufatti.

L'equivoco non sta necessariamente nei fogli originali: nasce più spesso dal modo in cui vengono assemblati digitalmente, indicizzati e scambiati per piani equivalenti. Un modellista che ricava la lunghezza del ponte di batteria da un piano alla scala 1:96 della Bellona classe Dido del 1942 non sta usando un documento «alternativo» della stessa nave. Sta usando un documento di un'altra nave. Prima ancora di calcolare una quota, quindi, bisogna stabilire che cosa rappresenta davvero il foglio che si ha davanti.

Il labirinto documentale: distinguere i piani dell'Ammiragliato dai confronti storici

I Royal Museums Greenwich conservano almeno due fogli rilevanti per la Bellona del 1760, entrambi catalogati alla scala 1:48.

Il primo, datato circa febbraio 1758, riunisce il piano di forme, le linee d'acqua e la mezza sezione longitudinale di tre navi: Dragon, Superb e Bellona. Il foglio misura 538 × 1660 mm. È un disegno comparativo, non un piano costruttivo dedicato a una sola unità. Le tre navi condividono l'autore — l'ufficio di Slade — ma ciascuna conserva specificità proprie nel tracciato dello scafo. La scala indicata è unica, mentre il documento è concepito per mettere a confronto le linee d'acqua e le sezioni di più progetti.

Il secondo foglio, datato 1759 e anch'esso alla scala 1:48, mostra il profilo interno e la mezza sezione longitudinale della Hero, con dati comparativi relativi a Ramillies e Bellona. Misura 520 × 1385 mm. La scheda museale avverte che il piano non riguarda la costruzione di Ramillies e Bellona. È dunque un documento di consultazione e confronto, non un piano di cantiere destinato direttamente alla costruzione di quelle navi.

La distinzione è strutturale, non accademica. Un piano di forme destinato alla costruzione di una singola nave può fornire le geometrie necessarie per ricostruire lo scafo, ma non coincide automaticamente con un disegno completo di carpenteria. I fogli comparativi del 1758 e del 1759 non vanno descritti nello stesso modo: il primo mette a confronto le forme esterne di Dragon, Superb e Bellona; il secondo riguarda il profilo interno e la mezza sezione longitudinale della Hero, affiancando informazioni comparative su Ramillies e Bellona.

Questo dettaglio cambia il modo in cui si leggono le tavole. Non è corretto presentare entrambi i fogli come semplici rappresentazioni del profilo esterno della Bellona. Né è corretto estrarre da essi la posizione di ogni quinto, la sequenza dei bolzoncelli o la disposizione completa della fasciatura. Brian Lavery, nell'edizione tecnica dedicata alla Bellona, ricorda che i piani settecenteschi di base non mostravano abitualmente la disposizione completa dei quinti né la struttura integrale della fasciatura.

I piani dell'Ammiragliato del 1758 e del 1759 sono documenti comparativi alla scala 1:48. Prima di usarli come piani di costruzione, bisogna riconoscere che cosa mostrano e che cosa lasciano fuori.

Per il modellista, la conseguenza pratica è semplice: una linea presente sul foglio non è automaticamente una quota costruttiva, e una sezione disegnata non indica da sola dove debba essere collocata lungo lo scafo. La tavola offre una geometria da interpretare, non un elenco completo degli elementi da tagliare.

L'equivoco della scala 1:96: perché l'incrociatore del 1942 non è la nave di Slade

La Bellona del 1942 è un incrociatore leggero della classe Dido, entrato in servizio durante la seconda guerra mondiale. Un suo piano delle sezioni è catalogato alla scala 1:96. La presenza online di documenti marcati «Bellona 1:96» genera un corto circuito documentale: il modellista associa automaticamente il foglio alla nave di linea di Slade, perché il nome coincide, e applica la scala 1:96 a quote che appartengono a un progetto di due secoli precedente.

Il calcolo conseguente può essere formalmente corretto, ma materialmente fuori posto. Applicando 1:96 alla lunghezza del ponte di batteria della Bellona del 1760 — 168 piedi — si ottengono 21 pollici, cioè circa 533,4 mm. Applicando la stessa scala al baglio massimo di 46 piedi e 11 pollici si ottengono circa 149 mm. I valori sono puliti, ripetibili, pubblicabili. Ma derivano dalla proiezione di quote reali su una scala che non appartiene al documento originale della nave studiata.

Non è quindi un errore di scala nascosto nei piani settecenteschi. È un errore di attribuzione prodotto dalla rete: una scheda, un'immagine o un risultato di ricerca trasferisce il nome Bellona da un progetto all'altro, mentre il lettore conserva soltanto il numero della scala.

La tabella riassume le tre scale in gioco e la loro natura documentale.

DocumentoAnnoScalaNatura del piano o del manufattoNave di riferimento
Piano di forme Dragon–Superb–Bellonacirca 17581:48Comparativo, con profili e sezioniNave di linea da 74 cannoni
Piano Hero–Ramillies–Bellona17591:48Comparativo, con profilo interno e mezza sezione longitudinaleNave di linea da 74 cannoni
Modello Burkett–Thompson17591:38,4Modello fisico di cantiereNave di linea da 74 cannoni
Piano delle sezioni1942–19431:96Sezioni di incrociatoreClasse Dido, Bellona 1942

Le prime due righe sono i documenti storici pertinenti alla Bellona di Slade. La terza è un manufatto fisico, non un disegno dell'Ammiragliato. La quarta è un documento relativo a un'altra nave, che condivide soltanto il nome.

Quando si lavora su una copia digitale, il nome del file non basta. Vanno controllati almeno il titolo della scheda, la data, il tipo di rappresentazione, l'unità navale e l'eventuale barra di scala. La scala scritta accanto a un'immagine non risolve il problema se l'immagine è stata ridimensionata, ritagliata o adattata a una pagina web.

Analisi tecnica dei disegni originali: cosa contengono realmente i fogli del 1758

I fogli del 1758 e del 1759 alla scala 1:48 coprono famiglie diverse di rappresentazioni: profilo longitudinale, sezioni del corpo, linee d'acqua e diagonali. È la struttura classica del piano di forme settecentesco, ma la presenza di queste viste non trasforma il foglio in un progetto esecutivo completo.

Il profilo longitudinale mostra la vista di fianco dello scafo. Su di esso si leggono elementi come il tagliamare, la linea di galleggiamento, il pescaggio e l'altezza della stiva. Le quote di riferimento utilizzate per la Bellona comprendono la lunghezza del ponte di batteria — 168 piedi — e la lunghezza della chiglia — 138 piedi. Sono valori della nave reale da proiettare sulla scala del disegno; non sono misure ricavate automaticamente da una fotografia o da una riproduzione moderna.

Le sezioni del corpo sono sezioni trasversali dello scafo a intervalli regolari o convenzionali. Mostrano la curvatura del fasciame nei diversi punti della lunghezza. Da queste sezioni si ricavano il baglio massimo — 46 piedi e 11 pollici — e la forma delle ordinate.

Qui si trova uno degli errori più facili da propagare. Un piede equivale a 12 pollici, perciò 46 piedi e 11 pollici corrispondono a 563 pollici. Alla scala 1:48:

563 ÷ 48 = 11,729 pollici

Convertiti in millimetri, sono circa 298 mm sul disegno. Il valore di circa 149 mm appartiene invece alla scala 1:96, esattamente quella che non deve essere applicata ai piani della Bellona di Slade. Il calcolo corretto del baglio è dunque circa 298 mm a 1:48, non 149 mm.

Questa correzione non è un dettaglio tipografico. Il baglio è una delle dimensioni che definiscono il carattere dello scafo. Se lo si riduce alla metà durante la lettura della tavola, la sezione risultante diventa incompatibile con il resto del piano e con qualsiasi modello costruito alla stessa scala.

Le linee d'acqua e le diagonali consentono di controllare la curvatura dello scafo nei piani orizzontali e obliqui. Sono queste linee a rivelare l'insellatura del ponte, la posizione del punto di massima larghezza, l'angolo di ingresso della prua e quello di uscita della poppa. Una linea d'acqua deformata su un piano alla scala 1:48 produce una variazione 48 volte maggiore quando viene riportata alla nave reale. Il controllo delle linee, però, va distinto dalla certificazione dell'intero documento: una fotografia leggibile può permettere un confronto locale senza consentire di misurare tutte le proiezioni del foglio originale.

Su scala 1:48, una deformazione di 3 mm sulla linea d'acqua equivale a circa 144 mm sulla nave reale. Il controllo della scala precede la lettura delle quote, ma una verifica locale non dimostra da sola l'integrità dell'intero foglio.

La presenza delle tre famiglie di proiezioni sul foglio del 1758 non autorizza a dedurre la carpenteria interna completa. I piani dell'Ammiragliato del Settecento non riportavano abitualmente la disposizione completa dei quinti né la struttura della fasciatura. Per questi elementi servono altri documenti: registri di cantiere, contratti di costruzione e relazioni dei soprintendenti. Anche quando una ricostruzione appare plausibile, bisogna distinguere ciò che è direttamente disegnato da ciò che è stato ricostruito per analogia.

Il modello di Thomas Burkett: interpretare correttamente la scala 1:38,4

Il modello della Bellona conservato dai Royal Museums Greenwich fu realizzato nel 1759 da Thomas Burkett e William Thompson. È catalogato alla scala 1:38,4, equivalente a 5/16 di pollice per piede. Questa scala è riferita al modello fisico, non ai disegni dell'Ammiragliato.

La differenza tra 1:38,4 e 1:48 non è trascurabile. Il modello è più grande, in scala, rispetto ai disegni. In termini assoluti, il ponte di batteria di 168 piedi misura circa 1332 mm sul modello fisico alla scala 1:38,4, mentre misura circa 1067 mm sul disegno alla scala 1:48. Uno stesso numero — 168 piedi — produce due misure diverse a seconda del supporto sul quale viene proiettato.

Il rapporto può essere controllato direttamente:

48 ÷ 38,4 = 1,25

Il modello è quindi 1,25 volte più grande del disegno in scala 1:48. Una quota di 100 mm misurata sul modello Burkett corrisponderebbe, come semplice conversione geometrica, a 80 mm alla scala 1:48. È una relazione tra scale, non una garanzia che ogni dettaglio del modello conservi una precisione assoluta.

Questa differenza ha una ragione storica precisa. I modelli di cantiere settecenteschi erano strumenti di presentazione e di verifica visiva, costruiti con funzioni diverse rispetto ai disegni tecnici. La scala 1:38,4 permetteva di vedere con maggiore chiarezza i dettagli della decorazione, dell'opera morta e della velatura. I disegni alla scala 1:48 servivano invece a definire le forme dello scafo secondo una convenzione grafica dell'Ammiragliato.

Per il modellista che vuole ricostruire la Bellona in scala 1:48, il modello Burkett è un riferimento visivo prezioso per dettagli che i disegni non riportano o non rendono immediatamente leggibili: le modanature della poppa, la posizione delle finestre dei cannoni, il profilo dell'opera morta e l'aspetto della fasciatura. Non è però un riferimento dimensionale da copiare senza conversione.

La prudenza è necessaria anche quando si confrontano le linee esterne. Un modello fisico può contenere semplificazioni, adattamenti o soluzioni realizzate per rendere leggibile la forma. Il suo valore non diminuisce: cambia il modo in cui deve essere usato. È una fonte per interpretare l'aspetto e la costruzione del manufatto, non una scorciatoia per sostituire le quote dei piani.

Metodologia di verifica: come validare le quote del ponte e del baglio

Una verifica rigorosa delle quote di un piano storico si svolge in tre passaggi consecutivi: identificazione del documento, controllo della scala, confronto tra quote dichiarate e misure disponibili.

L'identificazione richiede la datazione, la catalogazione museale e l'indicazione dell'unità navale rappresentata. Per la Bellona del 1760, i documenti pertinenti sono datati 1758 e 1759, alla scala 1:48, e si riferiscono al terzo rate da 74 cannoni progettato da Slade. Il modello Burkett appartiene alla stessa storia documentaria ma ha scala e natura diversi. Il piano 1:96 della Bellona del 1942 va escluso perché riguarda un incrociatore classe Dido.

Il controllo della scala richiede una barra metrica o un riferimento quotato sul foglio. Per il piano del 1758, di dimensioni 538 × 1660 mm e alla scala indicata di 1:48, la lunghezza complessiva del supporto non può essere trattata come la lunghezza di una nave singola. Il foglio contiene infatti tre navi affiancate: Dragon, Superb e Bellona. Misurare il bordo del foglio e trasformarlo direttamente in una quota della Bellona produrrebbe un risultato privo di significato.

La ricerca disponibile non consente di affermare che l'intero foglio originale sia stato verificato direttamente, misurando tutte le sue proiezioni e confrontandole sistematicamente con le quote note. Questo limite va dichiarato. Le dimensioni attese possono essere calcolate con precisione; la corrispondenza effettiva sul documento originale richiede però accesso alla tavola nella sua interezza, una riproduzione affidabile e condizioni di misura controllate.

Per la Bellona, le principali quote di riferimento sono:

1. Ponte di batteria: 168 piedi, pari a circa 1067 mm alla scala 1:48.

2. Chiglia: 138 piedi, pari a circa 876 mm alla scala 1:48.

3. Baglio massimo: 46 piedi e 11 pollici, pari a circa 298 mm alla scala 1:48.

4. Pescaggio: 21 piedi e 6 pollici, pari a circa 137 mm alla scala 1:48.

5. Altezza della stiva: 19 piedi e 9 pollici, pari a circa 125 mm alla scala 1:48.

Questi valori formano una griglia di confronto utile perché distribuiscono il controllo tra lunghezza, larghezza, profondità e altezza. Non costituiscono però una soglia automatica per autenticare il piano. Una corrispondenza parziale può indicare che la scala è stata applicata correttamente in una zona del foglio; non dimostra da sola che la tavola sia originale, non deformata o completa.

Il confronto va eseguito in modo trasparente, registrando per ogni quota:

  • il valore dichiarato nella fonte;
  • la conversione utilizzata;
  • la scala applicata;
  • il punto esatto misurato sul foglio;
  • la qualità della riproduzione;
  • l'eventuale presenza di ritagli, margini mancanti o ridimensionamenti.

Questa registrazione è più utile di una soglia rigida fissata in anticipo. Un piccolo scarto può dipendere dalla lettura della linea, dallo spessore dell'inchiostro, dalla qualità della scansione o dalla conversione tra unità imperiali e millimetri. Uno scarto distribuito in modo diverso tra asse longitudinale e trasversale può invece suggerire un ridimensionamento non uniforme. Sono indizi da interpretare, non verdetti automatici.

La verifica va ripetuta su più punti del foglio, quando la riproduzione lo consente. Una barra metrica posta sul documento può rivelare dilatazioni differenziali tra la zona centrale e i bordi, causate da condizioni di conservazione o da scansioni non corrette. Ma anche in questo caso la misura deve essere presentata per quello che è: un controllo della copia disponibile, non una certificazione definitiva dell'originale conservato in archivio.

Il fattore carta: che cosa può alterare una riproduzione moderna

Il rischio più concreto non è un errore dimostrato nei piani originali, ma la distorsione introdotta dalla catena di riproduzione. Un piano settecentesco su carta vergata ha attraversato condizioni di conservazione, movimentazione e digitalizzazione che possono modificare il supporto o l'immagine consultata. Una scansione in scala di grigi, una ristampa in formato A3 e una fotocopia su carta comune non sono lo stesso oggetto del foglio museale.

Non è però possibile assegnare in modo generale una percentuale unica all'alterazione prodotta da kit, ristampe o riproduzioni moderne. L'impatto dipende dal procedimento utilizzato, dal formato di uscita, dall'eventuale ridimensionamento e dalla deformazione del supporto. Senza misurare la copia concreta e confrontarla con riferimenti affidabili, una percentuale precisa sarebbe soltanto un'apparenza di rigore.

Per questo la verifica delle quote va condotta sulla riproduzione con la migliore risoluzione disponibile, idealmente una scansione museale che conservi barra metrica, margini e indicazioni di catalogo. Una fotocopia o una ristampa commerciale può essere utile per lavorare, ma non dovrebbe essere considerata il riferimento finale per stabilire la scala.

Un controllo preliminare consiste nel misurare la diagonale del foglio e confrontarla con le dimensioni dichiarate. Per un rettangolo di 538 × 1660 mm, la diagonale teorica è di circa 1745 mm. Il confronto può segnalare una trasformazione evidente dell'immagine, soprattutto se il rapporto tra altezza e larghezza non è stato mantenuto. Non basta tuttavia a stabilire che tutte le linee interne siano corrette: una copia può conservare le proporzioni esterne e presentare comunque un ritaglio, una compressione o un ridimensionamento locale.

Anche la stampa «alla scala» va trattata con cautela. Il software di impaginazione può adattare l'immagine ai margini della pagina; la stampante può introdurre un ridimensionamento predefinito; il foglio può essere fotografato con una prospettiva leggermente obliqua. Prima di trasferire una linea sul compensato o sul legno, bisogna controllare che la misura scelta sia verificabile sulla copia e che la copia stessa conservi la scala dichiarata.

Posizione dei quinti e fasciatura: ciò che i piani di forme non mostrano

I piani di forme del 1758 e del 1759 alla scala 1:48 non riportano la posizione completa dei quinti né la struttura della fasciatura. Questa assenza è strutturale, non casuale. I piani dell'Ammiragliato erano strumenti per il controllo delle linee esterne dello scafo, non guide esaustive di carpenteria.

La disposizione dei quinti — le ordinate trasversali che danno forma allo scafo — veniva gestita nel contesto del cantiere sulla base di modelli, pratiche costruttive e documenti che non coincidono necessariamente con il piano comparativo oggi consultabile. Le sezioni trasversali mostrano la forma della sezione; non indicano automaticamente la sua posizione longitudinale né la distanza tra un quinto e l'altro.

Per ricostruire la posizione dei quinti della Bellona, il modellista deve ricorrere ad altre fonti:

  • i contratti di costruzione, che possono specificare il numero e la dimensione degli elementi;
  • i registri di cantiere di Chatham, quando conservano informazioni utili sulla realizzazione;
  • il confronto con navi gemelle, come Dragon e Superb, che condividono il progetto di Slade;
  • i modelli e i reperti disponibili, da usare come riscontri e non come sostituti automatici delle quote;
  • la logica geometrica delle sezioni, che consente di ricostruire una sequenza coerente ma non necessariamente documentata in ogni dettaglio.

Dedurre la posizione dei quinti da un semplice piano di forme è quindi un errore metodologico. La linea della sezione dice come lo scafo deve apparire in quel piano; non dice da sola dove collocare l'ordinata lungo la chiglia. Senza la spaziatura documentata, la carpenteria interna resta una ricostruzione interpretativa.

Lo stesso vale per la fasciatura. Lo spessore apparente di una linea sul foglio non è una misura affidabile del fasciame reale, e la grafica della tavola non deve essere letta come se fosse un dettaglio costruttivo in scala. Il modellista può ricavare una superficie coerente dalle linee d'acqua e dalle sezioni, ma deve dichiarare quali elementi provengono dal documento e quali sono stati dedotti per necessità di costruzione.

Conclusione: la pulizia del documento

L'errore di scala associato alla HMS Bellona non è dimostrato come un difetto nascosto nei piani originali. Le fonti consultate non dimostrano un'alterazione sistematica della scala nei disegni dell'Ammiragliato del 1758. L'equivoco nasce dalla circolazione digitale, dove un piano alla scala 1:96 della Bellona del 1942 — incrociatore classe Dido — finisce nello stesso percorso di ricerca del piano alla scala 1:48 relativo alla nave di linea di Slade.

Il modellista che intende ricostruire la Bellona del 1760 deve operare tre distinzioni non negoziabili. Deve separare la scala 1:48 dei disegni dell'Ammiragliato dalla scala 1:38,4 del modello Burkett. Deve separare la Bellona del 1760 dalla Bellona del 1942. Deve separare i piani di forme dai piani di carpenteria.

Le quote note — 168 piedi di ponte di batteria, 138 di chiglia, 46 piedi e 11 pollici di baglio, 21 piedi e 6 pollici di pescaggio, 19 piedi e 9 pollici di stiva — possono essere trasformate in valori attesi alla scala 1:48. Il baglio massimo, in particolare, deve risultare di circa 298 mm, non di 149 mm. Ma la verifica diretta dell'intero foglio originale e di tutte le sue proiezioni non è ancora accertata sulla base della documentazione disponibile. Questo non indebolisce il metodo: ne stabilisce il limite.

La pulizia del documento precede la qualità del modello. Prima di correggere un piano di costruzione, bisogna sapere quale nave rappresenta, quale scala dichiara, quale parte dello scafo mostra e quale porzione della sua immagine è stata effettivamente verificata. Senza questa sequenza, anche un calcolo corretto può essere applicato al foglio sbagliato.

Domande frequenti

Perché si trovano piani della HMS Bellona in scala 1:96?
La scala 1:96 appartiene a un incrociatore leggero della classe Dido varato nel 1942, che condivide il nome con la nave di linea di Slade ma è un'unità completamente diversa.
Qual è la differenza tra i piani del 1758 e quelli del 1759?
Il foglio del 1758 è un disegno comparativo di forme, linee d'acqua e sezioni per le navi Dragon, Superb e Bellona; quello del 1759 mostra il profilo interno e la mezza sezione longitudinale della Hero, con dati comparativi per Ramillies e Bellona.
Posso usare il modello Burkett per ricavare le misure della Bellona?
Il modello è un utile riferimento visivo per dettagli come le modanature o la poppa, ma essendo in scala 1:38,4 non può essere usato come fonte dimensionale diretta per un modello in scala 1:48 senza le opportune conversioni.
I piani dell'Ammiragliato mostrano la posizione dei quinti?
No, i piani di forme del Settecento non riportavano abitualmente la disposizione completa dei quinti né la struttura integrale della fasciatura, poiché erano strumenti dedicati al controllo delle linee esterne dello scafo.
Qual è il baglio massimo corretto per la Bellona in scala 1:48?
Il baglio massimo di 46 piedi e 11 pollici corrisponde a circa 298 mm in scala 1:48; un valore di 149 mm è errato perché deriva dall'applicazione impropria della scala 1:96.